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日志


7月30日

Pubblico Dominio & pari opportunità

 

L'esercito delle donne blogger

 

Articolo de la Repubblica di oggi, edizione on-line:
 
 
Non sarò una blogger professionista, ma essere
una donna è la mia professione da tutta la vita.
 
Cerco di svolgerla con impegno: osservo le mie
colleghe, tento di impare qualcosa da quelle da
cui credo di poterlo fare,  mi tengo aggiornata sulle
ultime novità e tendenze.
Ovvio che un articolo del genere suscitasse il mio
interesse, di certo non il mio stupore.
 
Io so che le donne scrivono. Ovviamente non tutte,
ma quelle più interessanti sì. Lo hanno sempre fatto.
Scrittrici e giornaliste ma anche attrici,
fotografe, registe, cantanti. Sì, scrivono anche loro: il
risultato dei lori sforzi e le loro biografie sono opere
da intel-legere.
 
Si dice però che il fenomeno blog contenga una novità
rilevante, tanto che quasi tutti i quotidiani e settimali
più importanti del paese hanno dedicato intere pagine
all'analisi di questo universo.
 
Sintetizzando, il nocciolo della questione, la presunta
novitàsembra essere che nella nella maggior parte
dei casi, a essere autrici e frequentatrici di questi
spazi virtuali, siano cosiddette "persone comuni".
 
Ma se c'è, è davvero questa la differenza? Mi permetto
di dissentire.
 
Nell'era pre-informatizzata le donne che non si esprimevano
in una dimensione pubblica  lo facevano comunque. E anche
se molte di loro non scrivevano, certamente pensavano e
soprattutto parlavano, per lo meno tra di loro.
 
A me pare che continuino a fare lo stesso, sebbene
utilizzando uno strumento diverso. E soprattutto, oggi
come ieri, nessuno è obbligato a prestare attenzione.
 
La facilità con cui si può acquisire un dominio internet o
anche solo creare e gestire un blog, non ha reso
pubblico quello che prima era privato.
Ha solo reso di pubblico dominio qualcosa che in realtà
era solo sconosciuto al resto del mondo, o volutamente
ignorato.
 
 
La vera differenza è che il volume di relazioni che è possibile
intrecciare tra quanti condividono lo stesso interesse è
enormente aumentato e che le società di marketing se ne
sono accorte, investendoci sopra fiumi di denaro.
 
E se ci sono delle astute signore che cavalcando l'onda
riescono a concludere affari, non mi stupisco; perché
conosco le donne.
Checchè se ne dica, non è difficile, basta osservare.
e forse grazie a internet anche gli
uomini, hanno pari opportunità.

 

7月29日

PROFUMIERA & FELICE*

 

 

Festa esclusiva in attico di via Libertà- il giorno
dopo: i fumi dell’alcool consegnano solo ricordi
sbiaditi.
 
Un figaccione assassino, spalmato a un muro, si
rivolge a me dicendo: “Ma questa festa è piena di
donne favolose.” Mi volto e con fare altezzoso
rispondo: “Lo puoi ben dire!” Giro i tacchi e vado via.
 
Scena numero due: circondata da quattro trentenni
che mi offrono da bere, mi invitano a cena e alla
prossima festa a casa di…, non trovo niente di meglio
da fare che congedarmi con una mirabolante citazione
in latino. Il (non-) più spavaldo della compagnia si
ferma inebetito.
 
Se un indizio non è prova, due indizi sono un sospetto.
E tanto basterebbe a un discreto osservatore per svelare
la mia vera identità e spedire dritto alla mia porta il
Tribunale della Santa Inquisizione Sociale.
 
Perché io, sono una Profumiera, almeno negli ultimi tempi,
una profumiera felice. Appartengo a quella schiatta di Streghe
Cattive che a differenza della matrigna di Biancaneve non
fanno mangiare la mela a nessuno.
 
Crimine odioso, empietà, sentenziano gli uomini. Mentre
donne comuni, pubblicamene ci denigrano e segretamente
ci ringraziano: smascherata la profumiera ed espostala al
pubblico ludibrio, sanno di avere una concorrente in meno.
E infatti solitamente sono loro, le donne comuni, le delatrici.
 
Per questo ogni profumiera che si rispetti, effonde la sua
essenza con discrezione, poco per volta.
Se lo scambio di aneddoti sessuali e/o affini al suo riguardo
procede troppo in fretta, ogni facoltà imbonitrice si annulla,
svanisce.
 
Ma se davvero dovrò perdere i miei poteri - sooner or later - lo
farò adesso e da eroina, proclamando la fede a cui non intendo
abiurare.
 
Confesso, di provare piacere nel farmi corteggiare da chi, fino
a quando puntavo tutto sull’intelligenza e pesavo 10 kili in
più, non l’avrebbe mai fatto, per poi mandarlo via in preda al
delirio ormonale.
 
Non che io sia una donna viziosa, per lo meno non in tal
senso. Piuttostocredo di essere impegnata in una missione 
moralizzatrice.
 
Se un belloccio presumibilmente potente, crede di potermi
conquistare ostentando ricchezza, giudicandomi di fatto una
sgualdrina, perché ciò che mi offre è in buona sostanza
vendermi, se la merita una profumiera che lo distrugga.
 
Se pensa di essere esentato vita natural durante, dallo sforzo
di cercare qualcosa di non stupido da dire per avviare una
conversazione, una risposta forbita è il più grande favore che gli
si possa fare: può capire di aver ancora tanto da imparare.
 
 
A chi mi dice che sarebbe più coerente evitare personaggi
siffatti e i luoghi in cui s’incontrano, piuttosto che cedere
alla tentazione e trasformarsi in “giustiziera del bello di
notte” , rispondo che anch’io ho le mie debolezze.
 
Per quanto profumiera, intellettualmente rimango una donna
onesta e ammetto di avere bisogno di incontri come questi
alle volte: datemi cento soggetti del genere in una stanza e
saprò di essere la più intelligente lì in mezzo. Sono vitamine
per il mio amor proprio.
 
A chi invece suggerisce comportamenti di segno opposto
(concedermi e farlo solo per me, andando via subito
dopo, come se nulla fosse o come se fossi io il maschio
stronzo), confido di averci provato.
 
O quasi: ne ho baciato uno una volta, per farlo stare zitto.
Non riuscivo più a sopportare il suono della sua voce mentre
diceva “quanto sei bella”, “sei stupenda” e frasi simili. Per dieci
secondi ha funzionato. Poi, sul “ma lo sai che baci benissimo?”
sono scappata… era decisamente troppo.
 
Il fatto è che io con questi imbecilli non ce la faccio davvero.
Me ne vado a casa, mi chiudo in camera e provo a leggere un
libro. Del resto, se proprio devo essere sincera, sai che tristezza
beccarne uno che decisamente non sa dove mettere le mani… lui.
 
* è un pò vecchio, ma ho trovato soltanto adesso un pò di tempo per finirlo o il coraggio di pubblicarlo.
Non sarò più profumiera ma intellettualmente non ha mai smesso di essere onesta.