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10月22日 EQUAZIONI DIALETTICHEImmagino che tutto sia cominciato nella mansarda di Psico-M. Non so quanti anni avessimo allora, Dott.sa Pallina, la stessa Psico-M e io. Di certo, andavamo ancora al liceo e tra un pigiama party e l'altro, iniziammo ad analizzare i nostri rapporti con l'altro sesso come se fossero delle gigantesche equazioni irrisolvibili o dal risultato che non è quello che ti aspetti. Crescere, non ha migliorato le cose. Più esperienze accumuli (e per il sacro potere dell'empatia femminina ogni esperienza vissuta da un'amica è come se l'avessi vissuta anche tu) più la gamma dei possibili significati sottintesi e relative evoluzioni aumenta. L'ultima volta che ci siamo ritrovate in quell'angusto spazio per raccontarci i fatti nostri e analizzare le relative "situazioni" ho chiuso gli occhi e ho visto un'enorme lavagna capace di contenere i grafici di tutto quello che avevamo ritenuto possibile essere "realmente" accaduto. Una volta lo chiamavano "taglia e cuci". Adesso che siamo colte ed emancipate "psicologia relazionale". Fatto sta, che la nuova scienza ha fatto proseliti e si è diffusa anche tra le altre amiche che ho conosciuto nel resto della mia vita. L'altra sera, "quella che non si chiama Marika" mi ha chiesto cosa volesse dire "realmente" il suo attuale flirt, quando le ha detto che desiderava avere una relazione come se fossero fidanzati ma senza dirsi e senza essere fidanzati. Mi ha chiesto, se all'origine di questa follia vi fosse paraculaggine o paura. Alle due di notte, ho avuto una rivelazione. Da questo momento in poi: - Se dici "A", per me è "A" e non mi chiedo più se "A" in realtà sia " = B " , o " = D + alfa". Se poi quella "A" non è solo una "A", ma una "A alla seconda, alla terza, ecc...", lì rimango. Perché se tu elevi a potenza, non sta a me estrarre la radice quadrata e scovare il valore assoluto delle tue reali intenzioni. E non è algebra, non è psicologia, ma filosofia orientale. Ho scoperto il Tau-Cortese: contemplo il fenomeno e cedo ad esso; alle cose così come si manifestano e appaiono. Non me ne frega niente della poiesi e dell'evoluzione. P.S. (anche se sarebbe più giusto scrivere "P.p.", ovvero "post post" o "post alla seconda") Cosa volevo dire con questo post? Semplicemente che: - X=2Y. E non è algebra. E' buona educazione: alle volte è meglio tacere. 10月3日 URBS SILVIO FIDELISE così, dopo le leggi ad-personam, è giunto il momento dei
provvedimenti ad-urbem fidelem.
A ridosso delle ultime elezioni amministrative - che hanno seguito di pochi giorni le politiche - un servizio del tg3 regionale
su Catania si chiudeva buttando là la notizia secondo cui al
comune etneo mancassero persino i fondi per comprare la carta
igienica.
I cittadini catanesi sono andati alle urne - due volte - consci di
questo. La maggioranza ha premiato Berlusconi - ringraziandolo
per avergli dato in dono anni di amministrazione Scapagnini, che
"mischinu" per premio "si nni iu o Senatu" - e scelto un'amministrazione
uguale a quella precedente.
In queste ore, molti si chiedono come mai una maggioranza così forte di catanesi abbia potuto continuare a votare allo stesso
modo, nonostante tutto.
La domanda retorica - che pongo a me stessa - è perché avrebbe dovuto agire diversamente?
Se l'amministrazione di Catania sperperava, immagino dovessero essere in tanti a trarne profitto. Non solo tra gli amministratori, ma
tra gli amministrati.
Più si spendeva, più la rovina - "il male" - aumentava, più cresceva "il gaudio".
Qualcuno ha fatto affaroni, altri affarucci, in molti si saranno "accontentati" di un'autorizzazione concessa senza troppe domande.
E come previsto, chi ha partecipato al banchetto (decante) ha ringraziato Trimalcione e i suoi servi per lo splendido servizio offerto.
Che adesso Trimalcione e i suoi, coprano le spese - a nostre spese - mi sembra un colpo assolutamente geniale. Assurto al rango di dività, la
Sant'Agata da Arcore si è assicurata ancora molti anni di devota
obbedienza.
Urbs Silvio Fidelis. MA ANCHE NOQuando c’erano le feste dell’Unità e un leader nazionale veniva a Palermo, era il "compagno" Tal dei Tali. Quando c’erano le feste dell’Unità, nei comizi non mancavano mai due citazioni: quella di Falcone e Borsellino - in omaggio alla città e ai martiri delle istituzioni - e quella di Pio la Torre in omaggio ai martiri del PCI. Quando c’erano le feste dell’Unità, sul palco si schieravano i dirigenti locali: il segretario provinciale, un deputato regionale e una femmina, per esempio. Non c’erano mai i “giovani”, sul palco. Si scannavano con gli adulti e molto spesso si scannavano tra di loro: i sopravvissuti un giorno, ci sarebbero stati su quel palco. Adesso che ci sono le feste democratiche, il leader in trasferta non è più il "compagno" Tal dei Tali – per non offendere gli ex DC – ma ci si rivolge a lui chiamandolo affettuosamente per nome (Uolter, nel nostro caso) – per non offendere gli ex DS. Adesso che ci sono le feste democratiche, nei discorsi dei leaders a Palermo, ci sono sempre Falcone e Borsellino, c’è sempre Pio la Torre, ma c’è anche Piersanti Mattarella. Adesso che ci sono le feste democratiche, i dirigenti sul palco sono raddoppiati: il segretario provinciale (ex Margherita) e quello cittadino (ex DS); un deputato regionale (ex DS) e anche uno nazionale (ex Margherita); una femmina (ex DS) ma anche un’altra (ex Margherita). Adesso che ci sono le feste democratiche, ci sono i "giovani democratici" sul palco? Ma anche no. Forse sono sotto il palco a scannarsi tra di loro. Ci sono gli ex giovani ex DS*? Ovviamente no: ne-anche i sopravvissuti. Alle feste democratiche però, ci sono ancora il pane con la salsiccia e il vino. Non posso dire che c'è anche il Limone-Bar perché non credo si trovi lì in quanto residuo della tradizione democristiana. Però c'è e io, mi invento un'identità fashion e mi faccio un bel Moijto. *: Mi scuso con gli ex giovani ex Margherita, ma non mi sono mai pervenuti e se anche c'erano non li ho riconosciuti. |
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